Da qualche giorno in provincia di Trapani non si parla d’altro se non di sanità pubblica. A mettere al centro dell’attenzione la questione è stata una donna mazarese di 55 anni, Maria Cristina Gallo che ha atteso ben otto lunghi ed estenuanti mesi prima di poter venire a conoscenza dell’esito del suo esame istologico a seguito di una isterectomia totale che subì nel dicembre del 2023. L’esito dell’esame arrivò solo nell’agosto del 2024. Ad oggi la situazione non è ancora cambiata e sono ancora tante le persone che dopo mesi attendono di sapere l’esito degli accertamenti lottando così tra la vita e la morte. È ben noto come le malattia di tipo tumorale prima vengono prese in cura e più è alta la percentuale di guarigione.
Ad intervenire sul caso sono state alcune istituzioni tra cui il mazarese l’on. Giorgio Mulè oggi vice-presidente della Camera dei Deputati che ha sottoposto la questione al Ministero della Salute disponendo un’ispezione all’interno dell’ASP di Trapani.
In una recente intervista sul quotidiano PrimaPaginaMazara.it l’on. Mulè dichiara: “Qui si parla di vita e di morte. Il ritardo nella consegna di questo esame corrisponde a un potenziale e molte volte irreversibile prognosi nefasta in termini di capacità di vivere.” ,
In provincia di Trapani, come riferisce lo stesso Mulè, sono 3000 le persone che hanno atteso e ancora attendono l’esito dei propri esami istologici che ancora dopo otto, nove mesi di distanza tardano ad arrivare. “Ad oggi – dice Mulè – sono 244 i casi di persone che non hanno ancora ricevuto l’esame istologico. Su questa situazione, io non una volta ma per due volte ho fatto un Question Time alla Camera interpellando il Ministro della Salute.”
Il secondo Question Time, discusso due settimane fa in Parlamento, rispetto al quale l’Asp di Trapani ha risposto di non aver ancora finito e di essere in dirittura di arrivo con la consegna dei referti 2024 e che hanno concluso già la consegna nell’isola di Pantelleria.
Come continua Mulè ai microfoni di PrimaPaginaMazara “questa goccia ha fatto definitivamente traboccare il vaso, quindi ho sollecitato il ministro a intervenire con un’ispezione sulla Asp di Trapani. Infatti adesso viene fuori che ci sono ancora 244 casi che pretendono di essere risolti nel più breve tempo possibile.
In merito alle motivazioni sui ritardi l’ASP di Trapani dice di non avere abbastanza medici e, per la risoluzione del problema, di aver fatto una convenzione con gli ospedali di Catania e Caltagirone.
Come sottolinea Mulè però “trattandosi di una situazione emergenziale e che attiene direttamente alla vita delle persone se hai difficoltà invece di fare 2 convenzioni ne fai 6; vai dove ti pare ma tu ASP devi garantire il diritto alla vita di consegnare gli esami istologici entro e non oltre i termini che sono prescritti dai medici. Allora su questa storia come dire non c’è né appartenenza politica né schieramento di parte ma la necessità e il dovere morale di non accontentarsi di annunci. È una storia che mi ha particolarmente colpito rispetto soprattutto alla evasività delle risposte e al dover dire “vabbe ma alla fine lo stiamo risolvendo, si gioca con la vita delle persone”.
Roberto Marrone