Sara aveva 22 anni, si stava per laureare, aveva una vita felice, era andata via di casa per realizzare i suoi sogni. “Mi amo troppo per stare con chiunque” questa è la sua colpa, amare tanto se stessa da non accettare “amori malati”. Mentre lei sapeva amare, qualcuno non ha saputo rispettare il “No” di una donna.
Anche Ilaria aveva 22 anni, anche lei studentessa all’università, anche lei uccisa da un amore malato che non ha saputo accettare la fine di una relazione.
Il disegno di legge che introduce il reato di femminicidio è stato approvato il 7 marzo del 2025, ma i volti di Sara e Ilaria sono la conferma che qualcosa non funziona. Dall’8 marzo sono già 5 i femminicidi. 11 invece dall’inizio dell’anno.
Di seguito la lettera aperta scritta dai Giovani Democratici sul tema del femminicidio:
“La parola femminicidio non indica il sesso della persona morta. Indica il motivo per cui è
stata uccisa.”
Oggi vogliamo ricordare Sara Campanella e Ilaria Sula, due giovani donne uccise brutalmente
negli ultimi giorni.
Giovani donne uccise solo perché donne. Il femminicidio è il risultato di una società che si ostina a
non riconoscere il diritto delle donne ad essere libere di amare o di non amare più, di dire di “no”
ad una attenzione non richiesta, a non essere proprietà di nessuno, ad esistere. Ma è anche molto di
più. È un problema che non riguarda le donne, è il problema di moltissimi ragazzi non educati
all’affettività, a subire un rifiuto senza che questo condizioni la vita propria o quella degli altri. E la
storia ci insegna che spesso un rifiuto può mettere fine alla vita di chi ha osato pronunciarlo. Sara e
Ilaria sono solo due delle vittime di femminicidio che questo Paese, da anni, continua a contare ed
ogni volta ci ripetiamo che sarà l’ultima. L’ultima non è mai l’ultima.
C’è un grande bisogno di fare la differenza. Possiamo fare la differenza. Possiamo essere la voce di
tutte quelle donne che non l’hanno più perché qualcuno ha deciso che così doveva essere. Possiamo
fare la differenza affinché mai più a nessuna donna vengano strappati i loro sogni, la loro vita. E c’è
bisogno di attivarci in fretta, altrimenti l’ultima sarà sempre la penultima.
Quanto altro sangue dovrà essere versato?
Federica Marino